“Convitto Falcone” – Un film di Pasquale Scimeca

“Convitto Falcone” è un cortometraggio di Pasquale Scimeca. Il film è stato presentato in anteprima alla 69esima Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Eventi speciali ed è stato girato quasi interamente all’interno del Convitto di piazza Sett’Angeli.
Fra gli interpreti, Marcello Mazzarella, Donatella Finocchiaro, Enrico Lo Verso, David Coco, Filippo Luna, Vincenzo Albanese, Guja Jelo, Salvatore Sclafani e i due piccoli attori, per la prima volta sullo schermo, Pietro D’Agostino e Riccardo Perniciaro, entrambi studenti del Convitto.
Convitto Falcone racconta una storia di legalità: il giornalista Antonio Conti viene incaricato di andare al Convitto Nazionale di Palermo per intervistare un’alunna del liceo perché ha trovato le pagelle del giudice Falcone che in quell’istituto ha frequentato le elementari. Anche il protagonista ha studiato in quella scuola e così con la mente torna a quegli anni e agli insegnamenti dei suoi genitori e del suo educatore. Il giudice Falcone ha frequentato realmente le elementari al Convitto negli anni Quaranta e nel ’98 le pagelle sono state ritrovate in un polveroso archivio della scuola. A fare quella scoperta è stata una ex alunna del liceo.
L’istituto si chiamava Vittorio Emanuele II, dal 1999 è stato intitolato al giudice Falcone.
Su iniziativa del regista Scimeca, il ricavato delle proiezioni del film in tante scuole e associazioni sono servite per la realizzazione di alcune aule per ragazzi di strada a Santo Domingo de los Tsachilas in Ecuador dove operano i missionari giuseppini del Murialdo.

Video

“Bum ha i piedi bruciati” – Uno spettacolo sulla vita di Giovanni Falcone

“Bum ha i piedi bruciati” è uno spettacolo teatrale di e con Dario Leone che narra la vita di Giovanni Falcone e la sua lotta “testarda” e rivoluzionaria contro la mafia.
Lo spettacolo è prodotto dal Teatro alle Vigne di Lodi e patrocinato dalla Fondazione Falcone di Palermo, presieduta da Maria Falcone.
E’ liberamente tratto dal romanzo per bambini “Per questo mi chiamo Giovanni”, di L. Garlando. Partendo da quell’impianto narrativo, attraverso un lungo studio di scritti, interventi, articoli di Giovanni Falcone, si approfondiscono diversi aspetti della sua storia e del suo approccio rivoluzionario nella lotta alla mafia.
Questa costruzione dello spettacolo lo rende adatto ad un pubblico di tutte le età: è fruibile dai più giovani, che conosceranno una delle pagine più importanti della nostra Storia recente, e dai meno giovani, che si troveranno a scoprire nuovi particolari, prima sconosciuti, di questa storia.

Lo sport come scuola di legalità: l’Esercito e la Fondazione Falcone accanto ai ragazzi dello Zen

Una trentina di studenti dell’Istituto Comprensivo “G. Falcone” di Palermo hanno incontrato la presidente della Fondazione Falcone, professoressa Maria Falcone, per discutere di mafia e legalità nell’ambito del progetto “Educazione alla cittadinanza” promosso dal 46° Reggimento Trasmissioni e dal Centro Universitario Sportivo di Palermo dell’Università di Palermo. Un incontro particolarmente sentito da docenti e ragazzi che vivono in un quartiere a rischio come lo Zen e frequentano una scuola che più volte è stata oggetto di atti vandalici.

“Ho parlato ai ragazzi di Giovanni Falcone raccontandogli di quanto amasse lo sport e di quanto ogni suo impegno rivelasse il suo essere perfezionista, il suo cercare di fare tutto al meglio mettendosi in discussione per raggiungere i risultati migliori”, ha detto Maria Falcone.

Il progetto coinvolge un centinaio di giovani studenti delle classi quarte e quinte dell’istituto palermitano del quartiere “San Filippo Neri” (Zen), accompagnati dai docenti e dagli insegnanti di sostegno. L’incontro di oggi si è tenuto nella Caserma “Euclide Turba”, sede del 46° Reggimento Trasmissioni. 

I ragazzi nei prossimi mesi saranno coinvolti in una serie di attività all’insegna dello sport, della salute e della legalità.

Il progetto, realizzato grazie alla collaborazione tra il 46° Reggimento Trasmissioni e l’Ateneo palermitano rappresenta anche un’occasione per affrontare il tema della prevenzione del fenomeno della dispersione scolastica nel quartiere.

Gli istruttori militari della “Turba”, insieme ai docenti del Centro Universitario Sportivo di Palermo, guidano gli alunni in un percorso che si concluderà in occasione dell’anniversario della strage di Capaci, il 23 maggio 2019.

Grande soddisfazione è stata espressa dal Colonnello Adriano Russo, comandante del 46° Reggimento Trasmissioni e dal dirigente scolastico Daniela Lo Verde che hanno sottolineato la valenza culturale e formativa dell’attività sportiva come strumento di crescita sociale che mira alla diffusione dei valori della legalità tra i giovani.

 

Giovanni Falcone raccontato da La Compagnia dei Ragazzi al Piccolo Eliseo

E’ andato in scena il 19 febbraio, al Piccolo Eliseo a Roma,  lo spettacolo “per questo mi chiamo Giovanni” ispirato al libro di Luigi Garlando (Rizzoli editore, 2004) che ripercorre la vita e l’opera del magistrato Giovanni Falcone attraverso il dialogo tra un bambino di dieci anni, Giovanni che, a scuola, entra in contatto con la mentalità e la cultura mafiosa e suo padre, che per metterlo in guardia, decide di spiegargli perché ha scelto di chiamarlo proprio Giovanni. Anche lui, il padre, aveva subìto la vessazione e i ricatti della mafia ma, un giorno, decise di ribellarsi (pagandone le conseguenze) proprio in occasione della morte del magistrato che avviene lo stesso giorno in cui nasce il figlio a cui decide di dare nome Giovanni. Lo spettacolo, che ha avuto il patrocinio della Società Dante Alighieri e della Fondazione Falcone, è stato messo in scena da La Compagnia dei Ragazzi nata nel 2017 come laboratorio teatrale di studenti di seconda media, diretta da Mario Di Marco e Ivan D’Angelo. Il loro primo spettacolo, tratto dall’Inferno di Dante Alighieri, è stato un gran successo. Un anno dopo, nel giugno 2018, la replica ospitata nella prestigiosa sede della Società Dante Alighieri a Palazzo Firenze a Roma. Da qui, la sensibilizzazione e l’interesse del Piccolo Eliseo e la messa in scena del nuovo spettacolo “per questo mi chiamo Giovanni” che si avvale anche del contributo alla realizzazione delle scene dell’artista e socia della Compagnia, Ilaria Paccini. Nell’adattamento teatrale, gli autori, per rendere “corale” la messa in scena e dare spazio a tutti gli attori della Compagnia dei Ragazzi, immaginano i due protagonisti (Giovanni e il padre) a passeggio in vari luoghi della città di Palermo dove incontrano dei personaggi, non presenti nel libro, che aiutano il padre a raccontare al ragazzo la storia di Falcone. Rispetto al libro di Garlando, ci sono anche i riferimenti al “maxi processo” (con il sonoro delle voci di Tommaso Buscetta e altri imputati e testimoni) e a Rocco Chinnici, altro magistrato ucciso dalla mafia, che amava andare nelle scuole a parlare di mafia.

“Da che parte stare”: Comune di Roma e Fondazione Falcone in cammino insieme per l’educazione alla legalità

Sono oltre 400 gli studenti romani delle primarie e secondarie di primo e secondo grado coinvolti nel progetto “Da che parte stare”, realizzato dalla Fondazione Falcone nell’ambito del Piano dell’Offerta Formativa, in collaborazione con l’Assessorato Scuola, Sport, Politiche giovani e Partecipazione di Roma Capitale. Nel corso dell’anno scolastico i ragazzi incontrano la referente romana della Fondazione, Cristina Bermond, nella sede di via dei Gracchi, bene confiscato dallo Stato alla banda della Magliana per discutere di mafia, antimafia e legalità. Gli incontri, gratuiti, sono aperti alle scuole del Comune di Roma e sono occasione per parlare di Cosa nostra e della figura di Giovanni Falcone, uomo e cittadino ancor prima che magistrato. Uno spunto, per gli studenti, per acquisire la consapevolezza che la mafia può essere sconfitta grazie all’impegno di ognuno di noi attraverso le scelte quotidiane che possiamo realizzare se solo abbiamo deciso “da che parte stare”. Al termine degli incontri, che proseguiranno fino ad aprile, agli studenti viene consegnato un questionario che per sondare la loro conoscenza del fenomeno mafioso.