23 maggio 2019, nel logo creato per la manifestazione il mondo unito contro le mafie

E’ dedicata alla Convenzione Onu di Palermo sul crimine organizzato transnazionale la cerimonia organizzata a Palermo il 23 maggio per il 27esimo anniversario delle stragi di Capaci e Via D’Amelio. Un traguardo nato dall’intuizione di Giovanni Falcone che, 40 anni fa, comprese l’irrinunciabilità della cooperazione giudiziaria e investigativa tra gli Stati contro mafie ormai globali.  L’immagine scelta come simbolo di questo 23 maggio 2019, creata dalla graphic designer Alessia De Maio, rappresenta tutto questo: i giudici Falcone e Borsellino e sullo sfondo il mondo, luogo in cui il crimine allunga i suoi tentacoli, ma anche teatro della riscossa degli Stati che, solo lottando insieme, possono vincere.

Nell’aula bunker del carcere Ucciardone ospiti internazionali – investigatori, magistrati, esponenti delle istituzioni –  parleranno dello storico accordo ratificato a Palermo nel 2000, tornato d’attualità dopo che l’Onu, all’unanimità, a Vienna, ha approvato la risoluzione che ne consentirà le modifiche, facendone uno strumento ancora più efficace nella guerra alle mafie.

Università per la Legalità: la rete si allarga. Ventisette gli Atenei coinvolti.

Si allarga la rete delle Università per la Legalità. Sono 27 gli Atenei che hanno aderito alla terza edizione dell’iniziativa organizzata in occasione del XXVII° Anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio il Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca e la Fondazione Falcone, d’intesa con il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Sedici gli Atenei che hanno presentato la manifestazione d’interesse (unica per ciascun Ateneo, indipendentemente dal numero di iniziative che intende realizzare) e che parteciperanno con propri progetti.  Tema di questa terza edizione è la “Convenzione di Palermo: l’eredità di Giovanni Falcone” in ricordo della Convenzione Onu contro il crimine organizzato transnazionale firmata a Palermo nel 2000. Tema a cui si ispireranno anche le commemorazioni delle stragi di Capaci e via D’Amelio del prossimo 23 maggio.  Gli studenti degli Atenei interessati si ritroveranno il 2 e il 3 maggio a Genova per l’illustrazione dei lavori realizzati e per assistere alla lectio magistralis su “la Convenzione di Palermo”, il primo strumento giuridico transnazionale per la lotta alle mafie globali, tenuta da Antonio Balsamo, consigliere giuridico della rappresentanza italiana permanente nella sede dell’Onu a Vienna. Parteciperanno anche la presidente della Fondazione Falcone, professoressa Maria Falcone, e il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho.

Questi gli Atenei che parteciperanno con propri progetti : Università degli Studi di Pavia, Università degli Studi di Napoli Federico II, LUISS Guido Carli, LUMSA Roma, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Università degli Studi di Genova, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Foggia, Università degli Studi di Palermo, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Università degli Studi di Brescia, Università degli Studi di Roma Tre,  Università degli Studi di Enna “Kore” Università degli Studi di Parma. Il progetto è sostenuto da Enel Energia.

LE MAFIE IN PILLOLE. L’ORGANIZATSYA RUSSA: RITI DI INIZIAZIONE E GIURAMENTI NELLA TERRA DEGLI ZAR

In russo si chiama Organizatsya o Mafija ed è considerata una delle organizzazioni criminali più potenti e pericolose del mondo. Si afferma nell’ex URSS nei primi del ‘900  in una società povera e divisa da conflitti tra le differenti classi sociali. Tutto inizia da piccole gang criminali che controllano il mercato nero e fanno fronte alla domanda di beni irreperibili nell’economia pianificata comunista. Nasce un’economia parallela gestita da criminali che si appropriano delle merci di prima necessità, formando così una sorta di imprenditoria illegale che prospera anche grazie alla collusione con i funzionari pubblici. Deportati nei Gulag molti criminali comuni danno vita a organizzazioni con ai vertici  i vory-v-zakone, “uomini che obbediscono a un codice d’onore”, o, secondo un’altra traduzione, i “ladri-in-legge”.  Nei Gulag si riconoscono per l’abbigliamento e i tatuaggi spesso raffiguranti immagini religiose. Parlano una lingua tutta loro, con una struttura grammaticale russa, ma un vocabolario a sé .  Con la disgregazione dell’URSS, il passaggio dalla proprietà statale a quella privata consente ai gruppi criminali esistenti di inserirsi nel campo delle cooperative e imprese pubbliche. Le strutture mafiose, attratte dal rapido sviluppo del settore privato, sfruttano a loro favore la fase della transizione, si impadroniscono delle principali banche russe e stringono rapporti con parte del potere politico. Nel 2012, l’amministrazione Obama ha inserito i vory tra le organizzazioni transnazionali piú pericolose per la sicurezza americana, insieme alla camorra napoletana, alla yakuza giapponese, a Los Zetas messicani e alla gang salvadoregna. Nel 2015, l’ agenzia di stampa russa PrimeCrime.ru ha contato la presenza di 485 capi della confraternita in tutto il mondo. Di questi, 118 si trovano dietro le sbarre. “Grazie alla mia ricerca sul campo a Perm, – scrive Federico Varese, docente universitario a Oxford, criminologo, tra i maggiori esperti di mafia russa del mondo – sono giunto alla conclusione che i ‘ladri-in-legge’ hanno qualcosa in comune con le mafie tradizionali: un rito di iniziazione in cui una recluta viene presentata da un garante, la trasmissione di regole fondamentali, un giuramento e l’assegnazione di una nuova identità. Alla cerimonia assistono vory provenienti da altre parti della Russia: ciò significa che il rito non riguarda una sola famiglia. La presenza della Bibbia sottolinea la natura religiosa dell’evento. Uno scopo fondamentale della cerimonia è lasciare un segno nella psiche dell’affiliato e dargli la sensazione di essere entrato a far parte di un’entità superiore, benedetta da Dio. Questo rituale mostra importanti somiglianze con quello usato dalla mafia piú radicata che conosca: Cosa Nostra”.

Gli studenti di Casale Monferrato “sulle orme” di Giovanni Falcone

Centinaia di studenti delle scuole medie hanno partecipato giovedì, 4 aprile,  nel Teatro Municipale di Casale Monferrato, a un incontro con la professoressa Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone, e il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho. Si è parlato dell’eredità spirituale lasciata dal magistrato ucciso a Capaci e divenuto simbolo della lotta alla mafia e si è fatto il punto sullo stato della strategia di contrasto a Cosa nostra. A fare gli onori di casa il sindaco di Casale Monferrato Concetta Palazzetti.  Tantissimi gli interventi dei giovani studenti curiosi di saperne di più su Falcone e sulla mafia.