|
GLOBALIZZAZIONE
ETICA, VALORI, REGOLE
Interventi
Convegno 23 maggio 2001
Intervento
inviato dal Prof. Antonio Fazio
Governatore
della Banca d'Italia
Gentile
dottoressa Falcone,desidero anzitutto ringraziare la Fondazione da Lei
presieduta per linvito rivoltomi che come ho avuto, modo di rappresentare,
non ho potuto purtroppo accogliere per un improrogabile impegno a Francoforte,
presso la Banca centrale europea. Il dibattito da Voi promosso, per la
presenza di due maestri del pensiero economico e filosofico, Amartya Sen
e Lawrence Klein, dellillustre economista ed amico Salvatore e di
tanti altri autorevoli personaggi, è unoccasione alta, per
il mondo della cultura e delle istituzioni, per onorare Giovanni Falcone,
verso il quale lItalia tutta ha un inestinguibile debito di riconoscenza.
Giovanni Falcone non è stato semplicemente un servitore dello
Stato, come Egli stesso, schivo per natura, amava definirsi: una
definizione scarna, ma per noi, oggi, casi vibrante di eticità,
di passione civile, di spirito di dedizione. Era anzitutto un uomo di
buona volontà, di quelli che per i credenti e anche per i non credenti
costituiscono il sale della vita, la speranza della salvezza; un uomo
che ha posto le sue eccezionali doti di intelligenza, di sensibilità,
di rigore a difesa dei valori di libertà e di giustizia che aveva
eletto a cardini della propria missione. I disegni della criminalità
mafiosa hanno trovato in Falcone un baluardo della democrazia e della
legalità.
Lagire della persona non può non essere guidato da principi
etici; dà vale anche in campo economico.
Il rispetto dei valori etici, elemento essenziale per la convivenza civile,
costituisce un fattore indispensabile per leconomia e per il suo
sviluppo. La mancata considerazione di questi valori crea distorsioni
nei mercati, falsa la concorrenza. Il benessere complessivo può
essere raggiunto solo laddove i beni e i servizi prodotti si impongano
per qualità e costo, in un contesto di effettiva competitività.
Il mercato è un locus artificialis; non vive senza regole; è
pur sempre uno strumento per luomo e per la comunità. E
cruciale il ruolo che le leggi e lamministrazione, rinnovate nelle
funzioni e nelloperatività, possono svolgere per garantire
lefficienza del sistema economico.
Il mercato, seppur regolato da un principio di giustizia commutativa,
può produrre disuguaglianze. In esso, come ricordava Einaudi, si
soddisfano domande, non bisogni. Una società di uomini liberi,
dunque, proprio per rispondere a esigenze fondamentali, ha necessità
anche di unaltra forma dl giustizia, quella distributiva, che deve
essere garantita dallo Stato, dalle istituzioni, dalla cultura.
Ricordo quel che disse Amartya Sen in occasione della prima Lezione Baffi:
la valutazione del ruolo che il profitto assolve come incentivo e fonte
di efficienza economica va integrata con il riconoscimento altrettanto
fermo delle perdita del benessere sociale e delle disuguaglianze, che
potrebbero in tante circostanze ritardare accresciute da comportamenti
volti a perseguire quellobiettivo.
Per governare il mercato, anche nella direzione di una maggiore giustizia
distributiva, occorrono strumenti sempre più rigorosi di analisi
economica. Lawrence Klein ha dedicato numerosi studi alla costruzione
di modelli econometrici, nel convincimento dellimportanza fondamentale,
ai fini degli interventi di politica economica, di accertare a che punto
sia leconomia in un dato momento o dove stia andando nel prossimo
futuro.
In un sistema basato sullo scambio, i principi cardine che gli operatori
devono seguire sono la correttezza e la buona fede.
Alan Greenspan ha sottolineato che senza la fiducia reciproca, e il rispetto
delle regole da parte degli operatori del mercato, nessuna economia può
prosperare. Il sistema si basa fondamentalmente sulla correttezza comportamentale
degli individui. Basta dare uno sguardo al mondo di oggi per capire quanto
tutto ciò sia raro e prezioso.
Accanto ai comportamenti meramente scorretti che, incidendo sulla credibilità
e affidabilità degli operatori, rendono più difficile la
conclusione di nuovi affari, vi sono condotte che ricadono nella sfera
della illegalità. Tra queste ha un particolare rilievo il fenomeno
della corruzione, che rappresenta la negazione stessa della logica sottesa
al libero mercato.
La corruzione premia coloro che ad essa ricorrono per ricavarne un beneficio
personale con danno per gli altri concorrenti, prescindendo dalle caratteristiche
di qualità e costo del prodotto offerto. Ciò costituisce
una diseconomia per il sistema se il fenomeno pervade la società,
vengono meno gli stessi benefici effetti del mercato, che perde la sua
funzione di stimolo e progresso.
Oltre alla corruzione, vi sono fenomeni più strettamente legati
allattività dalla criminalità organizzata quali lestorsione,
il contrabbando, il riciclaggio, lusura, che hanno riflessi sul
sistema economico.
Lestorsione incide sullofferta di beni e servizi aggravando
i costi di produzione e di distribuzione. Il contrabbando crea un mercato
parallelo a quello legale che a esso fa concorrenza poiché offre
prodotti a prezzi inferiori
Anche nel settore dei finanziamenti si possono creare mercati paralleli,
non istituzionali, nei quali fiorisce il fenomeno dellusura. Lusura
può assumere molteplici forme, ma contiene in sé sempre
un elemento di violenza, legato al radicale squilibrio tra la posizione
di chi la pratica e quella di chi, costretto dal bisogno, la subisce.
Lestorsione, il contrabbando, lusura sono strumenti attraverso
i quali spesso la criminalità raccoglie denaro per finanziare le
proprie attività illecite. Le associazioni a delinquere gestiscono,
oggi, ingenti quantitativi di capitale; acquista, allora, importanza fondamentale
la lotta al riciclaggio.
Lusura deve essere combattuta a diversi livelli. Lazione repressiva
condotta dalle Forze dellordine e dallAutorità giudiziaria
deve essere affiancata da una rigorosa politica di prevenzione del fenomeno
usurario. Un ruolo primario può essere svolto dal sistema bancario
e, in particolare, dalle banche di credito cooperativo che, con il loro
forte radicamento sul territorio rappresentano oggi, specie nel Mezzogiorno,
un importante canale di finanziamento delle famiglie e delle piccole imprese.
Vanno ulteriormente compiuti sforzi per estendere la collaborazione, nellazione
di prevenzione e di contrasto, a livello internazionale.
Più in generale, di fronte alle grandi trasformazioni e alle gravi
indeterminatezze che, nel nuovo secolo, toccano le nostre società,
si avverte il bisogno di saldi punti di riferimento, di una grande riforma
morale e intellettuale che porti a riflettere di più sul futuro,
sulle prospettive delle giovani generazioni sui valori metaeconomici.
Le stesse risposte alle esigenze delleconomia, richiedono laffermarsi
ovunque di una. piena ed efficace legalità, come cruciale precondizione,
Nella sua azione, nella quale impegnò tutte le energie, Giovanni
Falcone, ebbe sempre la collaborazione, per la parte di sua competenza,
della Banca dItalia.
La società è stata oggetto, negli ultimi anni, di trasformazioni
profonde. I segni dei tempi globalizzazione, immigrazione, nuove
povertà ci interpellano incessantemente. Giovanni Paolo
II ha sottolineato come uno di questi segni, forse quello che, più
di ogni altro, ha carattere epocale; la globalizzazione, richiede una
grande capacità di governo e di solidarietà. Il Santo Padre
ha ammonito che bisogni umani imprescindibili non possono essere lasciati
in balia del mercato con il rischio di essere fagocitati
In questo quadro, creare lavoro deve essere la misura di tutte le azioni
dalla politica e della società.
Giovanni Falcone ripeteva che le idee restano. I valori di fiducia, solidarietà,
libertà, giustizia, che sono alla base della convivenza fra gli
uomini e i popoli, sono eterni e universali. La loro forza sta proprio
nella capacità di resistere a qualsiasi rivoluzione sociale ed
economica.
Egli ha voluto parlare a tutti. Con lagire, ha detto, nella forma
più drammatica ma al tempo stesso imperitura, che alcuni fondamentali
valori vanno difesi anche a costo della propria vita. Dobbiamo, tutti,
istituzioni, società civile, uomini di buona volontà adoperarci
per costruire una società più giusta e solidale, libera
da violenze e sopraffazioni, in cui ciascuno possa vivere con piena dignità.
Deve essere un impegno concreto per ognuno di noi.
Saluto la Vostra assemblea, augurando un proficuo svolgimento dei lavori,
che certamente faranno tesoro dei contributi di tante autorevoli personalità
che costì interverranno.
|
|