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SPECIALE SENTENZA "STRAGE FALCONE" |
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LE CONDANNE ALL'ERGASTOLO |
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| PIETRO
AGLIERI: Ha 37 anni, è indicato come il capomandamento della Guadagna. E' stato l'unico imputato presente durante la lettura della sentenza. Secondo l'accusa, faceva parte della commissione di Cosa nostra che ha deciso la strage. La pena al carcere a vita era stata richiesta dai due pubblici ministeri. |
LEOLUCA
BAGARELLA: Indicato come "corleonese doc". Ha 54 anni e, secondo i rappresentanti dell'accusa, è il braccio armato di Cosa nostra. Avrebbe curato l'organizzazione e l'esecuzione dell'attentato. Si sarebbe anche incaricato delle "prove generali" e avrebbe piazzato l'esplosivo sotto il cunicolo dell'autostrada. I pm avevano chiesto la pena a vita. |
GIOVANNI
BATTAGLIA: Condannato per aver partecipato attivamente alla fase esecutiva della strage. Quarantottenne, avrebbe messo a disposizione dell'organizzazione un proprio fondo rustico, nelle vicinanze di Capaci, usato dal commando come base logistica. Subito dopo l'arresto ha manifestato segni di squilibrio mentale che, pero, non gli sono stati riconosciuti dalla Corte. |
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| SALVATORE
BIONDINO: Venne arrestato assieme a Totò Riina. Ha 43 anni. Inizialmente venne indicato come l'autista del capo dei capi, ma le successive dichiarazioni dei collaboratori lo hanno dipinto come boss di prima grandezza. Sostituto del mandamento di San Lorenzo, avrebbe curato in prima persona la fase organizzativa della strage. |
SALVATORE
BIONDO: Ha 41 anni; è indicato come uomo d'onore della famiglia di San Lorenzo, strettamente legato a Salvatore Biondino. Il suo compito nella strage sarebbe stato quello di "semplice manovale". Avrebbe contribuito a nascondere l'esplosivo e a trasportarlo nel cunicolo dell'autostrada. Anche per lui i pm avevano chiesto la condanna a vita. |
BERNARDO
BRUSCA: Capo del mandamento di San Giuseppe Jato. Fedelissimo di Toto Riina. Ha 67 anni. E' indicato da tutti i collaboratori di giustizia come componente della Cupola. Avrebbe partecipato alla riunione in cui si decise l'uccisione del giudice Giovanni Falcone. L'accusa nei suoi confronti è quella di essere stato uno dei mandanti della strage. |
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| GIUSEPPE
CALO': E' indicato come il capo mandamento della famiglia di Porta Nuova. Ha 65 anni. Anche lui sarebbe un componente della Cupola. Il suo trasferimento a Roma prima, e l'arresto poi non avrebbero, secondo l'accusa, sminuito il suo potere all'interno di Cosa nostra. Per lui l'accusa di essere uno dei mandanti, e la richiesta del carcere a vita. |
DOMENICO
GANCI: Ha 36 anni, figlio del boss Raffaele. Indicato come uomo d'onore della famiglia della Noce, avrebe seguito gli spostamenti dell'autista del giudice Falcone. Fu lui, secondo l'accusa, ad avvertire il commando che la "Carne era arrivata", ovvero che Falcone era giunto all'aeroporto di Punta Raisi a Palermo. |
RAFFAELE
GANCI: 54 anni. Accusato di essere il capo del mandamento della Noce. Secondo i giudici, è stato uno dei mandanti e ha partecipato anche alla fase esecutiva della strage. Il suo compito, assieme ai figli, sarebbe stato quello di pedinare l'auto di Giovanni Falcone e di indicarne tutti i movimenti. Avrebbe partecipato anche alla riunione in cui si decise la strage. |
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| ANTONINO
GERACI: Ha 79 anni. L'accusa mossa nei suoi confronti è stata quella di avere fatto parte della cupola mafiosa, come capo mandamento della famiglia di Partinico. Da sempre alleato dei Corleonesi avrebbe, secondo i pubblici ministeri, accettato e dato il proprio assenso alla strategia stragista. Anche per lui era stato chiesto l'ergastolo. |
FILIPPO
GRAVIANO: Considerato il reggente del mandamento di Brancaccio. Ha 35 anni. Secondo l'accusa, assieme al fratello Giuseppe, avrebbe retto le sorti della famiglia di Brancaccio-Ciaculli. Con questo ruolo avrebbe partecipato alla fase decisionale della strage. Per lui l'accusa è di essere stato uno dei mandanti, come componente della Cupola. |
GIUSEPPE
GRAVIANO: Ha 33 anni. Assieme al fratello Filippo è indicato come reggente del mandamento di Brancaccio. Anche lui avrebbe partecipato alla riunione della Cupola in cui si decise il compimento della strage. L'accusa aveva chiesto per lui la pena del carcere a vita come mandante. |
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| CARLO
GRECO: Indicato come il braccio destro di Pietro Aglieri. Secondo l'accusa era il sostituto del mandamento della Guadagna. Ha 39 anni. Avrebbe partecipato alla fase organizzativa della strage, partecipando alla riunione della Cupola in cui si decise di rendere esecutiva la condanna a morte del giudice Falcone. I pm lo hanno indicato come mandante. |
MICHELANGELO
LA BARBERA: E' indicato come il sostituto del mandamento di Boccadifalco. Ha 53 anni. Secondo l'accusa ha partecipato alla fase organizzativa della strage, partecipando alle riunioni della commissione provinciale di Cosa nostra, durante la quale si decise di mettere in atto la strage. L'accusa aveva richiesto la sua condanna come mandante. |
GIUSEPPE
MADONIA: Indicato come il capo di Cosa nostra nella provincia di Caltanissetta. Ha 50 anni. Secondo l'accusa avrebbe dato l'assenso alla strage della famiglia di Caltanissetta. Avrebbe anche partecipato alla riunione della commissione regionale. Soprannominato "Piddu", nella richiesta di condanna è ritenuto un mandante della strage. |
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| GIUSEPPE
MONTALTO: Insieme al padre avrebbe retto le sorti del mandamento di Villabate. Ha 37 anni ed è, secondo l'accusa, il sostituto del mandamento. I pubblici ministeri hanno sostenuto che avrebbe partecipato alla riunione in cui venne deciso di mettere in atto la strage. Anche per lui la condanna è stata chiesta con l'accusa di essere uno dei mandanti. |
SALVATORE
MONTALTO: Sessanta anni. E' lui, secondo l'accusa, che ha retto e continua a reggere le sorti del mandamento di Villabate. Nella richiesta di condanna è stato indicato come uno dei mandanti e dei partecipanti alla riunione della commissione provinciale di Palermo, durante la quale si diede l'assenso all'uccisione di Giovanni Falcone. |
MATTEO
MOTISI: Avrebbe dato il proprio assenso, per conto del mandamento di Pagliarelli (del quale è indicato come il capo), al compimento della strage. Ha 78 anni e sarebbe, sempre secondo l'accusa, alleato strettissimo dei Corleonesi. I due pubblici ministeri avevano chiesto la sua condanna perch uno dei mandanti della strage. |
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| BERNARDO
PROVENZANO: E' uno dei due condannati ancora latitanti. Ha 63 anni, ma di lui si sono perse le tracce da decenni. E' indicato come il nuovo capo di Cosa nostra. A fianco di Toto Riina avrebbe deciso la morte di Giovanni Falcone. L'accusa mossa nei suoi confronti è quella di essere stato, come componente della Cupola, uno dei mandanti della strage. |
PIETRO
RAMPULLA: Rappresentante della famiglia di Mistretta. Ha 44 anni. Sarebbe legato ai catanesi di Nitto Santapaola. Esperto in esplosivi avrebbe, secondo l'accusa, confezionato l'ordigno che esplose nel cunicolo dell'autostrada e costruito il telecomando. Il giorno della strage non sarebbe stato presente perchè aveva chiesto un "permesso" per ritornare a casa. |
SALVATORE
RIINA: Capo indiscusso di Cosa nostra. Ha 66 anni. Sarebbe stato lui a proporre e poi mettere in atto la strategia stragista e la conseguente uccisione di Giovanni Falcone. Secondo l'accusa ha partecipato a tutte le riunioni preparatorie e ha presieduto la commissione regionale di Cosa nostra quando venne "deliberata" la strage. |
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| BENEDETTO
SANTAPAOLA: Detto Nitto. Ha 58 anni ed è indicato come il rappresentante provinciale di Cosa nostra a Catania. Come componente della commissione regionale avrebbe partecipato e poi deliberato la strage di Capaci. Nella richiesta di condanna dei pubblici ministeri è indicato come mandante. |
BENEDETTO
SPERA: Assieme a Bernardo Provenzano è uno dei due condannati ancora uccel di bosco. E' indicato come il capo del mandamento di Belmonte Mezzagno. Secondo i pubblici ministeri avrebbe partecipato alla riunione della commissione in cui venne decisa la strage. Per questo motivo è stata chiesta la sua condanna come mandante. |
ANTONINO
TROIA: 62 anni. Considerato uomo d'onore della famiglia di Capaci e componente della Cupola. Avrebbe partecipato alla fase organizzativa ed esecutiva della strage. Ha, secondo l'accusa, contribuito per l'appoggio logistico (aver conservato l'esplosivo), e anche nella fase esecutiva della strage ospitando il commando. |
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