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SPECIALE SENTENZA "STRAGE FALCONE"


STRAGE DI CAPACI, ENTRA LA CORTE


Ventiquattro ergastoli e 8 assolti Caltanissetta. I giudici impiegano dieci minuti per leggere il dispositivo. Pietro Aglieri unico imputato presente in aula. Brusca condannato a 26 anni, il collaboratore Cancemi a 21. I pm: "Importante punto fermo". I legali: sentenza scritta dai pentiti.


CALTANISSETTA. Trentanove imputati, ma uno solo presente in aula ad ascoltare la sentenza. Soltanto Pietro Aglieri ha sentito dalla voce del presidente Carmelo Zuccaro di essere stato condannato a vita per la strage di Capaci. Solo lui. Tutti gli altri, sia i condannati sia gli assolti, hanno preferito restare nelle loro celle. Dopo quasi due anni e mezzo di processo e seicento ore di camera di consiglio la sentenza, nei confronti dei presunti assassini di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo, è stata emessa.
Erano le 10 e 10 quando la Corte è entrata in aula.
Un silenzio spettrale quando le prime parole sono tuonate: 'In nome del popolo italiano.....' . Zuccaro ha fatto l'elenco degli imputati ritenuti colpevoli e per 24 di loro ha emesso la sentenza della condanna all'ergastolo. Otto gli assolti, per altri sette condanne più 'lievi'. Tra questi ultimi alcuni collaboratori di giustizia e non. Undici anni sono stati inflitti a Giuseppe Agrigento, assolto dalla strage, ma riconosciuto colpevole per avere fornito parte dell'esplosivo. E poi Giovanni Brusca. Al carnefice che ha premuto il pulsante quel 23 maggio del 1992 sono stati inflitti 26 anni, quattro in meno di quanto aveva richiesto l'accusa. Non è stato riconosciuto collaboratore, ma ha usufruito dello sconto delle attenuanti generiche per avere confessato la sua partecipazione. Anche a Salvatore Cancemi la corte di Assise non ha dato la 'patente di pentito'. Condannato a 21 anni, non ha beneficiato dello sconto di pena riservato ai collaboratori. Sconto che invece è stato dato a Giovan Battista Ferrante (17 anni), Gioacchino La Barbera (15 anni e due mesi) e a Santo Di Matteo e Calogero Ganci (15 anni ciascuno). Assolti per non aver commesso il fatto Giuseppe Lucchese, Salvatore Sbeglia (per il quale era stata chiesta una condanna a 14 anni per associazione mafiosa), Giusto Sciarabba, Mariano Agate, Salvatore Buscemi, Giuseppe Farinella, Antonino Giuffrè e Francesco Madonia. Carcere a vita per gli altri ventiquattro tra boss e gregari. Dieci minuti è durata la lettura della sentenza e subito dopo i commenti. Soddisfazione da parte dell'accusa: 'Una sentenza storica, che riconosce non solo la colpevolezza, ma anche l'esistenza della commissione regionale di Cosa nostra' ha sostenuto il pm Luca Tescaroli. E l'altro pm, Paolo Giordano ha aggiunto: 'La sentenza è un importante punto fermo per il prosieguo delle indagini sui mandanti dal volto coperto'. In aula anche il procuratore capo Giovanni Tinebra, che al termine ha affermato: 'Sono sereno, non soddisfatto. Questa sentenza conferma che abbiamo lavorato bene'. Di parere, naturalmente, opposto i difensori: 'Una sentenza scritta dai pentiti' ha sostenuto Rosalba Di Gregorio, difensore di Aglieri. E Giuseppe Dacquì, che assisteva Greco e Battaglia: 'C'è una contraddizione. Cancemi non ha avuto lo sconto come collaboratore, quindi non creduto, ma è passata la sua tesi sulla commissione regionale'. Soddisfatti solo due dei difensori, Michele Micalizzi e Vittorio Mammana: tutti i loro assistiti (Sbeglia, Farinella, Sciarabba e Buscemi) sono stati assolti. Ma ieri nell'aula bunker sembravano echeggiare alcune parole di Giovanni Falcone: 'Solo il rigore professionale di magistrati e investigatori darà alla mafia la misura che la Sicilia non è più il cortile di casa sua. Il maggior risultato consiste nel privare la mafia della sua aura di impunità e di invincibilità'. Quell'impunità che ieri è stata abbattuta.

 

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