Mafia: torna la Cupola. Un anziano boss alla guida della Commissione

Cosa nostra, dopo anni, aveva ricostruito la storica Cupola. Emerge da una indagine della dda di Palermo che ha disposto il fermo di 46 persone tra cui il nuovo capo dell’organizzazione, Settimo Mineo, 80 anni e una condanna al maxiprocesso istruito dal giudice Giovanni Falcone. Il fermo è stato eseguito dai carabinieri del comando provinciale. Le accuse per gli indagati sono di associazione mafiosa, estorsione aggravata, intestazione fittizia di beni, porto abusivo di armi, danneggiamento a mezzo incendio, concorso esterno in associazione mafiosa.  Ufficialmente gioielliere, un “curriculum” mafioso di decenni, Mineo, dopo la morte del boss Totò Riina, sarebbe stato designato al vertice della commissione provinciale che da anni ormai aveva smesso di riunirsi, segno che i clan avevano scelto di tornare alla struttura unitaria di un tempo. Riarrestato 12 anni fa era tornato libero dopo una condanna a 11 anni. L’anziano padrino, di cui già il pentito Tommaso Buscetta fece il nome agli inquirenti, aveva il terrore di essere intercettato e non usava telefoni. La Commissione provinciale di Cosa nostra sarebbe stata riconvocata il 29 maggio scorso: un summit che riporta alla vecchia mafia. Come ispirata alla tradizione sembra essere l’organizzazione di Cosa nostra. “Si è fatta comunque una bella cosa.. per me è una bella cosa questa.. molto seria… molto…con bella gente.. bella! grande! gente di paese.. gente vecchi gente di ovunque”, diceva il boss di Villabate Francesco Colletti, parlando della rinata commissione.“L’operazione antimafia di oggi,  che ha svelato come Cosa nostra continui a ricorrere agli anziani boss e tenti di ricostituire la ‘cupola’ nella provincia di Palermo, conferma la crisi profonda in cui versano i clan ma rende anche palese la protervia con cui questi criminali cercano di riconquistare il potere di un tempo e la rapidità con cui, dopo ogni colpo, tentano di rialzare la testa. –ha commentato maria Falcone, presidente della Fondazione Giovanni Falcone – Un monito per tutti i siciliani onesti e per le istituzioni a non abbassare mai la guardia: per lo Stato la priorità ora è la cattura del boss Messina Denaro”.

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